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Donna Marianna 'a capa 'e Napule
Il misterioso e magico mito delle Sirene ha percorso nei secoli la via dell'Occidente lungo le rotte commerciali provenienti dall'Oriente (Fenici) giungendo prima a Creta e poi nella Grecia continentale.
In un secondo tempo approdò nella Magna Grecia ed in particolare nel Golfo di Napoli; le popolazioni locali, in particolare quelle di Napoli (antica Partenope), Sorrento e Capri, accolsero dai graci il culto delle Sirene, trasformando gli aspetti negativi in positiviquindi da essere malefici divennero divinità da adorare nei templi.
Partenope, futura Napoli, fu fondata sul lido dove la leggenda voleva fosse sepolta la Sirena.Per secoli le Sirene continuarono ad alimentare la fantasia di marinai e poeti, filosofi e pescatori.Nell'Odissea non vi sono particolari descritti circa il loro aspetto:


"Colui che ignaro si accosta e ascolta la voce
delle Sirene mai più potrà rallegrare la moglie
e i figli col suo ritorno a casa, giacchè le
Sirene, adagiate sul prato, lo avranno incantato
con il limpido canto, mentre tutto intorno c'è
un mucchio di ossa di uomini putridi e stecchiti"

Il culto per la Sirena Partenope (la dolce vergine) fu assai diffuso nel Golfo di Napoli e varie leggende si sono susseguite nel corso degli anni.

Oggi, la statua di Partenope, raffigurata da un'erma di dimensioni piuttosto grandi di un volto femminile, dai capelli alzati e fermati attorno alla fronte in modo da gonfiarsi attorno al viso, è conservata nell'interno di Palazzo San Giacomo (sede del Comune di Napoli) sullo scalone principale. Prima l'erna di Partenope, più conoscuta a Napoli come "Donna Marianna 'a capa'e Napule", era ubicata a pochi metri dalla Chiesa di San Giovanni a Mare nelle prossimità di piazza Mercato, più precisamente all'incrocio tra via Sant'Eligio e via Duca di San Donato, poi durante il periodo del risanamentofu trasferita nella Casa Comunale di piazza Municipio.
   
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